Stai pensando di avere un bimbo, sei diventata mamma da poco o sei incinta e senti spesso parlare di depressione post-partum, ma non sai bene cos’è?

La cosa più importante è che spesso la depressione post partum non viene riconosciuta, soprattutto perchè la neo mamma si vergogna di provare sentimenti contrastanti verso il suo bambino e preferisce soffrire in silenzio.
Questo articolo ti spiega bene di cosa si tratta, come riconoscerla e superarla nel migliore dei modi, sia per la tua salute sia per quella del tuo bambino.

1.Cosa significa diventare mamma?

Diventare mamma dicono sia il momento più bello ed emozionante che una donna possa vivere, dicono che il dolore del parto si dimentica, che viene tutto naturale e si impara in fretta questo nuovo mestiere, dicono che le gioie che può darti tuo figlio non puoi paragonarle a nient’altro e che bisogna essere felici per il dono ricevuto. Tutto verissimo, ma non siamo tutte uguali e le reazioni a questo momento tanto atteso possono essere diverse, spesso non è tutto rose e fiori.

I mesi della gravidanza sono complessi sia a livello fisico sia a livello psichico per la donna che può sentirsi più vulnerabile del solito perché tutti gli equilibri precedenti sono messi in discussione. Il momento del parto poi “stravolge” emotivamente e fisicamente la donna, ci sono tantissime trasformazioni nel corpo, nei ruoli e nel proprio senso di identità.

Ci sono alcuni pensieri, fantasie, paure che tipicamente ogni neo mamma fa e rappresentano un mondo interno vastissimo che molto spesso non viene considerato:

  • La “pancia” non c’è più
  • Si ridefinisce la propria identità individuale
  • Cambia il rapporto con il proprio partner
  • Cambiano i ruoli e le relazioni sociali
  • Psicologicamente si passa dal ruolo di figlia a quello di madre
  • Il bambino che si era immaginato è diverso da quello reale
  • Si crea una relazione di dipendenza con il neonato
  • e tanti altri.

Per quanto belli ed emozionanti la gravidanza e il parto sono comunque anche una fonte di stress per la neo mamma che spesso ha la sensazione di non essere all’altezza nel nuovo compito. In fin dei conti nessuno le ha insegnato come fare…

Noi donne non sempre ammettiamo queste emozioni perché vogliamo sentirci delle buone madri, essere felici per la nascita del nostro bimbo e non provare per lui alcun sentimento negativo, conformandoci alle “regole” della società e cercando di non deludere le aspettative degli altri.

Quando una donna, già provata da 9 mesi di gravidanza e adall’espereinza del parto,  tiene dentro pensieri di questo tipo può succedere che vada in contro ad una depressione post partum ( di cui parlerò più avanti)

2. Ho sentito parlare di Baby Blues… cos’è?

Il Baby Blues (“blues” significa malinconia) è un abbassamento del tono dell’umore benigno e transitorio che si manifesta durante la prima settimana dopo il parto, spesso in coincidenza con il ritorno a casa: in particolare, raggiunge il picco dopo 3-4 giorni e tende a svanire generalmente entro i primi 10-15 giorni.

E’ dovuto al cambiamento ormonale nelle ore successive al parto e alla spossatezza fisica e mentale dovuta al travaglio e al parto e si verifica in oltre il 70% delle madri, soprattutto quelle alla prima gravidanza.

Le neo-mamme che stanno vivendo un Baby Blues sono irritabili e facili al pianto, hanno umore labile, sonno disturbato ma anche difficoltà di memoria o concentrazione e pensieri negativi rispetto al bambino. E’ molto importante che questi sintomi vengano intercettati e indagati già dal personale sanitario, come l’ostetrica, l’infermiera, il medico il cui compito è di fornire spiegazioni in merito a cosa stia succedendo

Questi sintomi regrediscono velocemente nell’arco di pochi giorni, soprattutto se la donna riceve un adeguato sostegno dall’ambiente familiare nella gestione del bimbo e di sé. Condividere la nuova esperienza con altre neo-mamme può inoltre aiutare a sdrammatizzare e a sentirsi adeguate nel ruolo di mamma.

Il Baby blues è diverso dalla depressione post partum che è  un disturbo dell’umore che insorge entro 4-6 settimane  e può durare alcuni mesi. La neo mamma che soffre di depressione post partum non afferma assolutamente di sentirsi depressa ma ci sono alcuni segni e sintomi che lo fanno capire.

3. Come faccio a sapere se sto vivendo una Depressione Post-Partum?

I sintomi della Depressione Post-Partum sono di tre tipi: depressivi, ansiosi e neurovegetativi.

I sintomi depressivi sono accompagnati da pensieri come: “Non mi era mai successo di…”

  • piangere così facilmente
  • … sentirmi così giù di morale 
  • … di non avere energie, di sentirmi stanca e non aver voglia di fare niente
  • … pensare che non vale la pena vivere
  • … sentire che non ce la faccio
  • … sentirmi così tremendamente in colpa 
  • … litigare in questo modo con mio marito 

I sintomi ansiosi sono accompagnati da frasi come: “Non mi era mai successo di…”

  • … avere pensieri e preoccupazioni esagerati per il mio bambino, ho timore di fargli male
  • … avere pensieri e preoccupazioni esagerati per me stessa
  • … sentirmi sul ‘filo del rasoio
  • … avere le palpitazioni, il respiro corto, il nodo alla gola 

I sintomi neurovegetativi sono accompagnati da frasi come: “Non mi era mai successo di…”

  • … svegliarmi così presto o così spesso
  • … sentirmi così agitata, irrequieta o rallentata
  • … mangiare con tanta difficoltà e senza appetito
  • … mangiare in modo eccessivo, senza freno
  • … perdere il desiderio sessuale verso il mio compagno
  • … non riuscire a concentrarmi a lungo sulle cose che faccio

 4.Perché può venire la depressione dopo il parto?

Di cause possono essercene diverse, alcune biologiche, altre genetiche, altre ancora sociali:

  • Cause biologiche: cambiamenti a livello dei neurotrasmettitori ( che sono le  sostanze chimiche che controllano nel cervello il passaggio degli impulsi nervosi)
  • Cause genetiche: i parenti di una persona con disturbo depressivo hanno un rischio maggiore di avere un episodio depressivo
  • Cause psico-sociali: il rischio di depressione è maggiore nelle persone tese, con scarsa stima di sé, tendenti al pessimismo, poco fiduciose.

Possono esserci anche altre cause come eventi stressanti, ansia durante la gravidanza o una gravidanza non desiderata, età avanzata o adolescenziale, relazioni conflittuali, mancanza di supporto sociale e problemi fisici.

5. Posso fare qualcosa per evitarlo?

Linformazione e la collaborazione di tutte le figure che ruotano intorno alla donna nei periodi pre- e post-partum sono importanti per individuare precocemente i sintomi di disagio psicologico.

Gli studi mostrano l’utilità di interventi di prevenzione come interventi psicologici individuali o di gruppo, interventi psicoterapici, interventi farmacologici, interventi psicoterapici e farmacologici integrati, counselling individuale e di coppia.

Quindi se pensi di star vivendo una situazione di questo tipo o noti qualche segno strano in un’amica la cosa importante da fare è parlarne con qualcuno che possa darti un aiuto professionale. Ci sono tante associazioni e strutture che propongono corssi pre e post partum, corsi di sostegno ai genitori e di affiancamento alle donne.

6. Consigli utili: cosa fare e cosa non fare?

Se senti che qualcosa non va e ti riconosci in questi sintomi potresti avere la spinta a ignorarli e far finta di nulla, sperando che vadano via da soli. ma non funziona così, anzi!

Ci sono alcuni accorgimenti che possono risolvere una situazione di depressione post partum ed evitare che sfoci in un disturbo depressivo più grave:

  • Racconta quello che provi al tuo partner, le tue ansie e le tue paure, ricordandoti che non sei sola ma che sarete in due a crescere vostro figlio; è importante condividere l’esperienza della maternità anche con amiche o parenti, ti potrà aiutare a vedere la situazione da altre prospettive. E’ scientificamente provato che il dialogo rappresenta una cura molto efficace

  • Limita i visitatori nei giorni del rientro a casa dopo il parto. Ti servirà per assestare con calma il nuovo equilibrio che si sta formando in casa, senza che estranei o persone non troppo intime influenzino negativamente l’atmosfera che si respira
  • Dormi nelle stesse ore in cui dorme il bambino per riposare il più possibile e segui una dieta adeguata che eviti eccessi e l’assunzione di eccitanti come alcool e caffè. In questo modo riuscirai a sentirti più calma
  • Non dimenticare di trovare del tempo per il tuo compagno. Questo ti permetterà di non concentrarti ossessivamente sul bambino e ti ricorderà la bellezza di essere parte di una coppia
  • Non preoccuparti troppo delle pulizie di casa e lasciati aiutare da parenti e amici nella gestione della casa. Cerca piuttosto di dedicare il tempo libero che ti rimane per attività più piacevoli, come una chiacchierata con un’amica, un bagno caldo, una passeggiata
  • Se ti senti stanca, lascia il bambino a qualcuno di cui ti fidi e prenditi un po’ di tempo per te, senza sentirti in colpa per questo
  • Ricordati che mantenere una solida rete affettiva di amici e familiari: ti aiuterà a sentirti meno sola.

7. Ci sono delle conseguenze per il bambino?

Molti studi negli ultimi anni hanno cercato di capire se la depressione materna ha effetti sullo sviluppo del bambino. L’interazione emotiva tra una madre depressa e il figlio non è continua, a causa di un ritiro e mancanza di iniziative della mamma, ma anche di un’eccessiva stimolazione ansiosa sul neonato.  Il bambino quindi non  vive una relazione in cui la mamma lo aiuta a regolare i suoi impulsi e questo interferisce con il processo di apprendimento del bambino.

Gli esseri umani acquisiscono una conoscenza di sé solo attraverso l’interazione con gli altri. Così come impariamo a riconoscere noi stessi in uno specchio, il bambino diventa consapevole di se stesso specchiandosi negli occhi della madre: uno sguardo benevolo, accogliente, attento dà vita a un bambino buono; uno sguardo adirato, preoccupato, ambivalente, dà vita a un bambino pauroso, ansioso, “cattivo”; uno sguardo assente a un bambino solo, triste, inesistente; uno sguardo che suscita paura, oppure spaventato, ad un bambino disorientato. 

8. Può tornare?

Quando uan donna vive una depressione post partum ci sono il 50% di possibiltà che si riverifichi in una gravidanza successiva. Ninete paura però, con i giusti accorgimenti e i consigli che ho scritto in precedenza è possibile superarla e vivere serenamente l’esperienza di diventare genitore.

9. Come si cura?

Se sei una neo mamma e senti che qualcosa non va per prima cosa fai riferimento al medico di famiglia,  al pediatra e al ginecologo, che potrebbero suggerirci di consultare uno psicologo e/o uno psichiatra.

La cura della Depressione Post-Partum dipende dalla gravità dei sintomi e delle manifestazioni.La terapia cognitivo-comportamentale e la terapia interpersonale breve si sono dimostrate efficaci. Di fronte a casi più gravi, quando la neo-mamma non è reattiva, non è in grado di accudire se stessa e il neonato, quando inizia a pensare a gesti autolesionistici può essere utile rivolgersi allo psichiatra  e chiedere il suo parere.

Nel corso della terapia lo scopoè  recuperare il rapporto con il proprio figlio, sviluppare un maggior senso di competenza come madre, concentrarsi sulle esperienze positive, mettendo in discussione la propria rigidità e imparando a chiedere aiuto. Il bisogno di sostegno deve essere visto come legittimo e non come indice di fallimento dalla neo-mamma. Solo da qui si può iniziare a godere e a gioire del rapporto con il proprio figlio, a rapportarsi a lui in modo piacevole e sintonizzandosi sui suoi bisogni.

10. E i papà? esiste una Depressione Post-Partum al maschile?

Anche diventare padre è un’esperienza che può influenzare la salute mentale dell’uomo, dato che la presenza del bambino comporta tutta una serie di cambiamenti anche per lui (come la limitazione della libertà, del tempo a propria disposizione, dell’attività e del riposo).  Non si parla di veri e propri disturbi depressivi in questo caso ma di alcuni sintomi e segni che fanno capire che il papà sta vivendo una situazione di disagio.

Il ruolo dei papà è davvero di fondamentale importanza:

  • creano le condizioni perché la relazione tra madre e bambino si sviluppi e si mantenga in modo adeguato;
  • proteggono la propria compagna nei periodi di cambiamento psicofisico in cui è maggiormente esposta a problemi emotivi,
  • le forniscono  supporto emotivo e sicurezza e servono da antidepressivo naturale!

Alcune mamme mi hanno chiesto di affrontare il tema della depressione post-partum, un argomento che spaventa molto se non lo si conosce. Cosí ho scritto questo articolo, affinchè noi donne possiamo avvicinarci alla gravidanza con più consapevolezza, senza lasciarci spaventare da paure ed insicurezze che nella maggior parte dei casi sono del tutto normali e cercando di ammettere i nostri limiti, senza voler a tutti i costi essere delle super-mamme.Per i nostri bambini lo siamo giá.

Dott.ssa Fabiola Bonora
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Dott.ssa Fabiola Bonora

Psicologa dell'Infanzia, dell'Adolescenza e della Famiglia, Fabiola è esperta in Psicodiagnostica.
Si occupa di psicologia relazionale affrontando le problematiche individuali come manifestazioni di un disagio familiare.
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