Qualche giorno fa ho letto di un esperimento condotto qualche tempo fa, ne leggo molti ogni giorno e credevo che fosse carino si ma nulla di eclatante. Mi sono accorta poi che durante la giornata ho continuato a ripensarci, aveva davvero cambiato qualcosa dentro di me, come se avesse acceso una lampadina.

Si tratta di un esperimento mentale ispirato a uno studio reale condotto nel 1967 da G.R. Stephenson che prevede 5 scimmie in una gabbia, una scala e delle banane (lo so che sembra l’inizio di una barzelletta).

Eccolo qui:

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Attenzione: questo secondo me è uno dei punti chiave di tutto questo esperimento.

La prima scimmia ad aver sostituito una delle “vecchie” scimmie ha iniziato a picchiare la seconda arrivata senza aver mai ricevuto la doccia gelida, nessun rinforzo negativo. Semplicemente ha fatto quello che facevano le altre.

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Ma perchè le scimmie picchiavano chiunque tentasse di salire la scala? Non sapevano il perchè, lo facevano e basta in base a quello che gli altri avevano fatto.

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Ora, perchè secondo me questo esperimento ti cambia la vita?

Spesso abbiamo sentito dire una cosa da tante persone e la prendiamo per vera, la diamo per scontata (Esempi? Non si vende, eee c’è crisi; se non mi copro bene prenderò l’influenza; trovare lavoro al giorno d’oggi è difficile, ti suona familiare?).

Quando ho letto questo esperimento mi è venuta in mente la storia di Roger Bunnister, l’atleta che per primo negli anni ’50 corse un miglio in meno di 4 minuti.
Prima di allora nessuno lo aveva mai fatto perche’ si credeva, sulla base di un’ipotesi fatta da un medico nell’800 (!), che a quei livelli il cuore sarebbe scoppiato. Non se po fà!

Bene, dopo Bunnister  oltre 300 atleti superarono lo stesso record.
Cosa era successo? Perchè prima nessuno ci riusciva e adesso ce l’avevano fatta in più di 300?

Ve lo spigo: ora si poteva fare perche’ qualcuno aveva detto così e lo aveva dimostrato, quell’obiettivo quindi non era più irraggiungibile o impossibile, era semplicemente un obiettivo.

E qui torniamo all’esperimento e al perchè l’ho trovato illuminante: spesso ci ritroviamo a fare le cose senza interrogarci davvero sul perchè le stiamo facendo, semplicemente le facciamo un po’ come se fossimo programmati tipo computer.

Mi viene in mente ad esempio la questione del diventare mamma. Sono profondamente convinta che non tutti nasciamo per diventare genitori, alcuni sviluppano un profondo istinto genitoriale altri no.

E’ vero però che ad un certo punto della vita quasi tutte le donne avvertono una sorta di pressione, come un’urgenza a fare qualcosa della propria vita e magari, perchè no? avere un bambino. E se senti che non desideri diventare mamma o semplicemente forse non è il momento quasi ti senti in colpa. Perchè?

Orologio biologico a parte, in alcuni casi si tratta di una pressione data dal fatto che “si fa così”, mamma e papà e la società te lo hanno insegnato: studi, trovi un lavoro, ti fidanzi, ti sposi e poi fai un figlio  (Attenzione, non sto dicendo che tutti coloro che diventano genitori siano vittima di questo meccanismo anzi!)

E non solo: ormai la scienza sta dimostrando che traumi, tendenze e attitudini vengono trasmessi tramite il DNA, quindi se la tua bisnonna aveva imparato che doveva picchiare chiunque salisse sulla scala per prendere le banane, è molto probabile che quell’informazione sarà stata trasmessa a tua nonna, che a sua volta l’ha trasmessa a tua madre che a sua volta l’ha trasmessa a te. Ta- Daan! Ti ritrovi con l’istinto di prendere quelle banane ma non sai bene perchè.

Quanto di ciò che facciamo è davvero dettato da ciò che VOGLIAMO  fare e quanto invece è solo un programma?

Il fatto è che finchè ci sei dentro non puoi vederlo, un computer non può sapere di essere stato programmato per fare dei calcoli, lo fa e basta. L’unico modo per rendersene conto è questionare le verità, metterle in dubbio, non dare nulla per scontato. Ecco perchè essere scettici ha il suo perchè, non è detto che se si è sempre fatto così allora sia la soluzione migliore: io lo chiamo scetticismo intelligente.

Se impariamo a questionare le nostre scelte, se “osiamo” chiederci il perchè ci comportiamo in un certo modo, spesso scopriremo che le motivazioni sono del tutto infondate o meglio ancora che non ci sono proprio!

La cosa peggiore di questo meccanismo poi è che ci impedisce di imparare, se non sai che c’è un’alternativa come fai a scoprirla? se credi che le cose stiano così e basta chi te lo fa fare a metterti a lavoro per cambiarle? Non puoi farci nulla…

Si tratta di mettere un piedino fuori dalla zona di comfort. L’unico motivo per cui facciamo ciò che è sempre stato fatto è perchè siamo sicuri che comunque funziona e ci accontentiamo piuttosto che cercare altre soluzioni.

Eppure le più grandi scoperte, le più grandi invenzioni da dove son venute secondo voi?
Da chi ha messo in dubbio quello che era sempre stato e ha cercato un altro modo, pensa alla ruota, al telefono, al computer, ad internet!

Va bene essere scettici, va bene chiedersi perchè una certa cosa si fa in un certo modo, va bene alzare la testa fuori dal gregge e fare la pecora nera ogni tanto.

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Se Joseph Wilson Swan non avesse pensato a un modo diverso da quello che era sempre stato usato per illuminare le stanze adesso  saremmo ancora con fiaccole e candele 😉

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Dott.ssa Daniela Mascaro
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Dott.ssa Daniela Mascaro

Daniela è una Psicologa Clinica che si interessa anche di Spiritualità, Meditazione, Sviluppo Personale e Comunicazione.
La sua mission è aiutare le persone a vivere una vita felice.
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